lunedì 10 ottobre 2011

ODONTOIATRIA: CURA DEI COLLETTI GENGIVALI



CURA DEI COLLETTI

I colletti dentali scoperti sono una cosa, le erosioni dentali sono un'altra.

Esistono prodotti specifici per entrambe le problematiche, alcuni da banco, alcuni per operatori iscritti all'albo dei medici e degli odontoiatri.

E' assolutamente necessario operare un distinguo, cosa che può essere fatta sottoponendosi ad una visita di controllo da un medico.

Ultimamente sembra che stiano invadendo il mercato, precedute da un adeguato battage pubblicitario, tonnellate di prodotti per automedicazione orale.

Colluttori, gel, dentifrici che miracolosamente promettono di far passare la sensibilità dentale semplicemente passando "una ditata" di dentifricio in bocca, "cerotti" per l'afta, tutto ciò a norma di legge.

L'uso indiscriminato di un prodotto che maschera un sintomo equivale a "spegnere" la spia sul cruscotto della macchina che ti dice che stai viaggiando senza olio al motore.

La copertura dei colletti dentali scoperti richiede inizialmente la diagnosi: perchè si sono ritirate le gengive?

Le cause essenzialmente risiedono :

1) in un infiammazione cronica da placca batterica (sporco);

2) in protesi mal eseguite (che comportano un accumulo di placca batterica);

3) in una tecnica di spazzolamento aggressiva e sbagliata di conseguenza.

Eliminate le cause, talora si assiste ad un modesto miglioramento .

Comunque le tecniche chirurgiche sono molteplici e la scelta ricade sulla meno aggressiva e più praticabile, e non sono sempre possibili (i livelli dell'osso interdentale sono determinanti per il buon esito, nel senso che se l'osso si è abbassato di livello la ricopertura dei colletti dentali con gengiva non è possibile).

Piccolissime o anche grandi recessioni gengivali possono anche essere camuffate in caso di problematiche estetiche con semplici coperture in resina composita (quella delle normali otturazioni).

La recessione gengivale è un "ritirarsi" causando un "denudamento" della radice a partire dal colletto del dente.

Molti confondono una piccola recessione gengivale con una erosione dello smalto al colletto del dente.

Quindi la prima diagnosi differenziale da stabilire è proprio questa.

Se fossero erosioni, vanno curate subito con una semplice otturazione estetica ma anche qui bisogna fare una diagnosi differenziale:

ossia se siano erosioni in presenza od in assenza di recessioni gengivali,

perché se fossero in presenza di recessioni gengivali,

andrebbero curate prima le recessioni e solo dopo le erosioni

perché facendo il contrario, non si potrebbe più curare chirurgicamente la recessione

per il semplice fatto che il riposizionamento della gengiva aderente sopra un colletto scoperto non attecchirebbe perché incontrerebbe il materiale artificiale del composito usato per curare la erosione.

Confermato che si tratti invece di recessioni gengivali, bisogna valutare se queste sono nella compagine della gengiva aderente o se sono già sfociate nella linea di giunzione mucogengivale e nella mucosa alveolare.

Mentre la prima gengiva è rosa e aderisce all'osso sottostante e circonda i denti proteggendoli dal bolo alimentare e da altri stress ed insulti,

la seconda gengiva, violacea, elastica, sottile, che si estende sul fornice della bocca e poi sulle labbra (parte interna), non è adatta ad avere la funzione di gengiva marginale che ha la prima e si crea una patologia che porta alla perdita del dente.

Dal punto di vista funzionale le seconde recessioni descritte (quelle che arrivano ed oltrepassano la linea di giunzione mucogengivale), vanno curate con la chirurgia parodontale mucogengivale.

Quelle che fossero nella compagine della prima gengiva non vanno curate per problemi perché non danno problemi funzionali ma solo estetici.

Qui interviene il giudizio del dentista che valuta la armonia della festonatura delle gengive e se questa fosse molto sconvolta, allora andrebbero curate anche queste perché un cambiamento di forma della gengiva causa sempre un cambiamento di forma dell'osso parodontale causando prima o poi una patologia funzionale dell'unità dento-gengivale.

Insomma il concetto è questo:

il dente,

il colletto del dente,

la gengiva che lo circonda

e l'osso che la sostiene

hanno quella forma perché devono svolgere una funzione.

Se perdono la forma, perdono la funzione e se uno dei componenti anatomici detti perdesse la forma, la farebbe perdere anche agli altri componenti.

Solo se le recessioni fossero molto piccole, in assenza di erosioni, nella compagine della gengiva aderente, senza alterazione evidente della festonatira e delle forme gengivali e dei suoi rapporti con la corona clinica e con l'osso, allora si può aspettare e tenere la situazione sotto controllo con:

igiene orale,

pulizia dei denti professionale in studio e a domicilio,

curettage

e scaling di mantenimento

e visite di "sorveglianza" 

che valutino il formarsi di tasche parodontali espressione del sovrapporsi di una Parodontite che andrebbe curata subito chirurgicamente.

L’ipersensibilità è un problema per molti pazienti poiché rende complessa sia l’igiene professionale che domiciliare.

Si viene a creare un circuito vizioso in cui la placca irrita i colletti e la sensibilità termica impedisce la rimozione della placca.

Qualche volta le ricostruzioni in materiale composito (bianche) lasciano sensibilità termica residua:

In questi casi l'unico mezzo per risolvere il problema alla radice è il laser.


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